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25
Ott
2016

15 trucchi per non impazzire con i capricci dei bambini

 

Pianti, urla e grida disperate: comunemente, capricci. Si tratta dei comportamenti più difficili da capire e da gestire. Come fronteggiarli? Con l’aiuto degli esperti abbiamo individuato i 15 trucchi più efficaci per non impazzire con i capricci dei bambini.

1 Vietato urlare.
La voce deve essere ferma e sicura.

2 Mostrati sicuro di te.
E’ importante fornire ai bambini una guida precisa e sicura, impartendo regole con frasi brevi e chiare accompagnate da un tono fermo e sicuro, deciso, non alterato dalla rabbia e dalla disperazione.

3 Premia il comportamento corretto, senza esagerare.
Indirizza il bambino verso il comportamento corretto premiandolo, evita di arrivare a dover castigare il comportamento sbagliato. Fai però attenzione a non abusare dei premi che, se vengono elargiti con troppa facilità, perdono il valore gratificante.

4 Trattalo come una persona adulta.
Molti genitori fanno l’errore fondamentale di dimenticarsi che anche un bambino, per quanto piccolo sia, è una persona con tutte le complessità che la caratterizzano. E così, se un adulto concede a sé stesso e agli altri adulti sbalzi umorali e capricci che giustifica con stanchezza e stress, lo stesso vale per i bambini.

5 Impara a distinguere tra capriccio e bisogno.
Piccole sfumature nel suono della voce del bambino possono indicare esigenze diverse. Talvolta si tratta di legittime richieste, come quella del cibo, il latte materno, o del bisogno di attenzione, talaltra invece possono essere richieste meno importanti. Un corpo affamato, specialmente nel caso dei bambini, risente anche a livello ormonale della necessità di alimentarsi. Anche la mancanza di sonno e la necessità di riposo influiscono sull’emotività anche a livello ormonale. Il genitore dovrà quindi essere più tollerante e comprensivo.

6 Non assecondare i capricci.
I capricci non vanno assecondati perché tale atteggiamento può condurre a un circolo vizioso. Spesso un “non intervento” in caso di capricci ingiustificati può rappresentare una valida risposta e, nello stesso tempo, una scelta educativa.

7 Osserva con attenzione per riuscire a valutare i comportamenti e impara a essere paziente.
Occorre armarsi di pazienza e affinare il proprio spirito di osservazione. Non solo si riuscirà a risolvere al meglio il capriccio del momento, ma si potrà persino imparare a prevenire i malumori e la loro degenerazione in urla e strilli disperati.

8 Non dimenticare che molte dinamiche si generano all’esterno dell’ambito familiare.
All’asilo o a scuola possono esserci molteplici motivi di disagio e difficoltà da superare che possono scatenare reazioni capricciose sia nell’immediato che una volta rientrati in famiglia.

9 La risposta ai capricci deve essere coerente con il modo di fare educazione.
Scegliere tra ignorare o non ignorare i capricci, rispondere, cercare di spiegare o sgridare, dipende dal modo in cui il genitore educa il proprio figlio. Prima ancora di capire qual è la risposta giusta al capriccio, quindi, per coerenza, è bene che ogni genitore abbia ben chiaro il modo in cui intende affrontare il percorso educativo con il proprio figlio.

10 Non abusare dei dolci per sedare i capricci. Sono un’arma a doppio taglio.
I dolci possono essere una coccola gradita quando non se ne abusa. Se usati inopportunamente per sedare i capricci, infatti, possono essere una causa alquanto subdola di crisi isteriche e sceneggiate di origine “chimica”.

11 Non cedere ai piccoli ricatti.
E’ tipico dei bambini saper cogliere al volo le debolezze dei genitori, dei nonni o di chiunque abbia con loro un forte legame affettivo. E approfittarne al meglio con un capriccio ben architettato. Se sarà chiaro che una mamma molto apprensiva elargirà coccole al minimo lamento, i bambini si trasformeranno in perfetti attori ogni qual volta ne avranno semplicemente voglia e non realmente bisogno. Se il bambino capisce che può ottenere qualcosa con un determinato comportamento, il capriccio diventerà una forma di controllo del bambino nei confronti del genitore.

12 Non assecondare i capricci a tavola.
Il capriccio a tavola è un vero classico che non va assolutamente assecondato, anzi, va punito con la necessaria durezza che non deve però mai essere eccessiva, per evitare conflitti estenuanti per entrambe le parti e pure controproducenti. La regola migliore è quella del “patteggiamento”: ”mangiane almeno un po’ ”. Mai invece concedere alternative quando il “non mi piace” è pretestuoso.

13 Quando i capricci sono senza controllo, rassicura il bambino con un abbraccio.
Se il bambino esplode in una specie di crisi isterica, i genitori devono tenere conto che la parte emozionale del cervello non è ancora bene sviluppata e che quindi ha perso il controllo. L’atteggiamento migliore è rassicurarlo con un abbraccio.

14 Adotta la linea dei “patti chiari” quando si tratta di richieste materiali.
Non appena è possibile ragionare con il bimbo, adotta la linea dei “patti chiari”, per esempio, “andiamo a fare la spesa e ti compro una cosa sola”. Facendo così si può poi lavorare sul tono: se la richiesta arriva ben fatta e non con il capriccio tirannico la si esaudisce. Anche questo diventa educazione.

15 Ignora il capriccio plateale.
Quando il capriccio è plateale bisogna semplificare: più grande e più scenico è il capriccio, più è inutile dargli peso. Spesso l’atteggiamento migliore è quello di ignorarlo: non ha senso la performance se nessuno la osserva.

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Ma ricorda! Non eccedere con le regole. Una sollecitazione non equilibrata da parte dei genitori, può creare un corto circuito che sfocia inevitabilmente nel capriccio. Gli ordini, per esempio: “Fai questo, non fare quello”, alla lunga portano a risposte nervose e aggressive. Il gioco, le risate e le coccole stimolano invece una produzione di ormoni che suscita uno stato di calma e benessere. Stimolare in modo squilibrato vuol dire eccedere in una sola direzione. Un sano mix di poche ma ferree regole, e tante benefiche attenzioni  è certo alla base di un bimbo sereno e poco incline al capriccio facile.